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CARTA SERVIZI di VillaMaria (6 MB)
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PATIENT'S CHARTER - english version (336 KB)
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CARTE DES SERVICES - version française (296 KB)
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PAPIER DER SERVICES - deutsche version (748 KB)
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CARTA DEI SERVIZI (estratto) - version italiana (1,9 MB)
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Ci ingegniamo a garantire proposte riabilitative in continua evoluzione, suscettibili di costanti verifiche e nuove acquisizioni.

  • È una filosofia operativa che può destare un’impressione di instabilità, ma che invece è fortemente dinamica, critica e ricettiva.

Ciò consente una risposta continuamente revisionata ed aggiornata alla disabilità psichica, ai disturbi della personalità, del comportamento, dell’apprendimento di bambini ed adolescenti con disagi di diversa gravità.

  • Il Presidio Riabilitativo "Villa Maria" è così in grado di fornire risposte articolate a situazioni molto diverse, in funzione alla natura e dall’intensità dei deficit, alla disponibilità dell’ambiente familiare, alle risorse territoriali, alle competenze del centro stesso.

L’utente di “Villa Maria” è sempre, prima di tutto, una Persona, dotata di valori, caratteristiche ed attitudini, che vanno armonizzate e potenziate.

  • Non è quindi un “disabile”, ma un “bambino con disabilità”; non un “problema” ma un “bambino con problemi”.

L’armonizzazione ed il potenziamento delle qualità individuali si perseguono attraverso il coordinamento di tutte le fasi dei programmi personalizzati –

  • dal momento diagnostico,
  • prognostico
  • e progettuale,

fino all’analisi dei risultati e alla dimissione –
e attraverso la frequente valutazione dei traguardi raggiunti dal soggetto, delle risorse dell’ambiente familiare e sociale, dell’efficacia degli operatori, che, a vario titolo e con specifiche competenze, cooperano paritariamente al conseguimento degli obiettivi.

PRESIDIO RIABILITATIVO “VILLA MARIA” (PRVM): LE LINEE GUIDA DELL’OFFERTA RIABILITATIVA

Il PRVM cerca di aiutare i bambini con disabilità a diventare autonomi nella vita di ogni giorno, a migliorare i loro movimenti e a relazionarsi in modo positivo con l’ambiente circostante. Si propone di sostenerli affinché comprendano il mondo che li circonda e riescano ad esprimere le loro doti personali.

Il metodo operativo che si attua al Presidio Riabilitativo “Villa Maria” si basa sul principio fondamentale di scoprire e valorizzare le potenzialità del bambino piuttosto che occuparsi della sua parte “malata”, orientandosi sulle sue “abilità” piuttosto che sulle sua “menomazioni”, “disabilità” o “sintomi”.

Quanto più il bambino è piccolo o maggiormente recettivo, tanto più va intensificato il trattamento, nella speranza di sviluppare una sua più rapida abilitazione attraverso la presentazione di una maggiore stimolazione affettivo-cognitivo-relazionale.

La metodologia applicata tende a coadiuvare le agenzie (famiglia, scuola, équipe distrettuali) nel trattamento e nell’evoluzione del soggetto stesso tramite un trattamento psicomotorio, logopedico, psicoterapeutico, psicoeducativo e didattico intensivo con frequenti contatti con la famiglia, la scuola e le équipe per una costante verifica dei reciproci interventi.

I principi fondamentali su cui si fondano le varie strategie di intervento sono il rispetto dell’individualità del bambino e l’impegno di tutti gli operatori ad evolvere e maturare le relazioni con i singoli utenti e le famiglie di appartenenza.

Metodi e programmi si concretizzano nella vita quotidiana secondo precise linee guida.

Attraverso una convivenza in continua evoluzione, la diade bambino–operatore si scambia reciproche esperienze, per dar luogo ad una conoscenza condivisa e ad una relazione vicendevolmente formativa e informativa. S’innesca così un processo di apprendimento lento, ma costante che favorisce l’autonomia della persona, il controllo e la finalizzazione dei movimenti, l’utilizzo funzionale dell’oggetto. Operativamente i Professionisti sono impegnati a passare dalla fase pre-operativa alla fase operativa e simbolica, dalla prensione delle cose alla relazione con l’oggetto stesso e al gioco.

Si ricorre sistematicamente al “fare con” e in questo modo si approfondisce la cognizione delle potenzialità del bambino. Contestualmente ci si fa conoscere per favorire nel soggetto la “confidenza”, che, liberando la sua operatività, lo metterà in condizione di appropriarsi di un “suo fare”. “Stare con”, “fare con” e “far suo” diventano le tappe significative di una convivenza che promuove il bambino verso la relazione e l’apprendimento e gli permette di evolvere e maturare.

Data la varietà e la complessità delle problematiche, dall’osservazione iniziale del bambino ci si orienta verso un progetto embrionale che raccolga sinergicamente tutte le competenze (mediche, psicologiche, pedagogiche, riabilitative, sociali), impegnate, di fase in fase, a definire una diagnosi multidimensionale.

L’osservazione attenta e dettagliata del bambino “sul campo” è lo strumento più idoneo per conoscerne le potenzialità e per modulare appropriati interventi in vista di un suo armonico sviluppo. Quest’osservazione favorisce una programmazione relativamente sicura del percorso riabilitativo e permette lo scambio ed il confronto fra i vari operatori. Il progetto viene comunque rivisto e modificato in base alla maturazione del bambino, con una flessibilità che conferisce spessore ed efficacia all’azione riabilitativa.

È il nascere, l’evolversi progressivo della relazione con il bambino che rende realizzabili ed efficaci i progetti. La centralità della relazione col bambino, intesa come reciproca accettazione dell’altro, condivisione di ritmi e conoscenze, garantisce che i progetti non si risolvano in approcci accademici, ma si trasformino in una cooperazione affettiva verso obiettivi partecipati e realizzati insieme.

Con il filosofo Adorno si afferma che Perché chi “entra in consonanza con il bambino deve sentirsi lui stesso un bambino, che scorga, attraverso la fessura della porta chiusa, la luce dell’albero di Natale” (T. Adorno). Queste parole assunte dal PRVM riflettono lo stato d'animo di gioiosa e meravigliata scoperta che ogni operatore assume. L’Operatore sa che è in grado di dare qualcosa di importante ad una persona importante: il bambino; e fa in modo che tutto questo sia percepito ed accettato dal bambino stesso. Pur evidenziando miti, anomalie comportamentali, ritardi mentali più o meno gravi, l'operatore sottolinea non quello che il bambino non sa fare, ma quello che sa fare, e valorizza tutto questo negli interventi relazionali.

La famiglia costituisce l'elemento fondamentale di connessione fra tutti i programmi. La casa rappresenta per tutti i bambini il luogo della mediazione e dell'organizzazione del tempo e dello spazio affettivo in cui si riversano le competenze acquisite, assumendo Il significato della comunicazione profonda dove si organizza la memoria e si stabilizza la disciplina dei gesti.

 

 

 

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BambiniAlCentro

 

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ProgettiCondivisiA

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